Barack Obama e la politica fatta con i social network

Una interessante azione per pressare i senatori degli Usa che non hanno intenzione di votare la riforma sanitaria è nata e si sviluppa attraverso la piattaforma di comunicazione del presidente degli Usa Barackobama.com.

Si chiama tweet your senator e come chiaramente si capisce da titolo fa proprio questo: spinge gli utilizzatori del social network di tendenza al momento in tutto il mondo ma particolarmente negli Usa a inviare ai senatori degli stati nei quali le persone vivono un tweet chiedendo la firma per la riforma sanitaria ( che i senatori neanche tanto velatamente hanno deciso di osteggiare, non consideriamone i motivi non ci interessano al momento).

tweet your senator

Quello che interessa è l’uso continuato del mezzo (la rete) da parte del presidente prima della sua elezione durante la campagna e dopo, da presidente :

In perfetto stile obamiano, usa:

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Il discorso di Barack Obama all’università del Cairo

Il presidente USA Barack ObamaPubblico la traduzione del discorso di Barack Obama fatto all’università del Cairo il 4 giugno del 2009.

Vi consiglio di perdere qualche minuto e leggerla, non solo per il messaggio, per la retorica, per la speranza e l’emozione che dà, ma anche per farci immaginare una classe dirigente meno cinica, più positiva e capace di affrontare le vere sfide che il mondo ci ha imposto in questo momento

Sono onorato di trovarmi qui al Cairo, in questa città eterna, e di essere ospite di due importantissime istituzioni. Da oltre mille anni Al-Azhar rappresenta il faro della cultura islamica e da oltre un secolo l’Università del Cairo è la culla del progresso dell’Egitto. Insieme, queste due istituzioni rappresentano il connubio di tradizione e progresso.

Sono grato di questa ospitalità e dell’accoglienza che il popolo egiziano mi ha riservato. Sono altresì orgoglioso di portare con me in questo viaggio le buone intenzioni del popolo americano, e di portarvi il saluto di pace delle comunità musulmane del mio Paese: assalaamu alaykum.

Ci incontriamo qui in un periodo di forte tensione tra gli Stati Uniti e i musulmani in tutto il mondo, tensione che ha le sue radici nelle forze storiche che prescindono da qualsiasi attuale dibattito politico. Il rapporto tra Islam e Occidente ha alle spalle secoli di coesistenza e cooperazione, ma anche di conflitto e di guerre di religione. In tempi più recenti, questa tensione è stata alimentata dal colonialismo, che ha negato diritti e opportunità a molti musulmani, e da una Guerra Fredda nella quale i Paesi a maggioranza musulmana troppo spesso sono stati trattati come Paesi che agivano per procura, senza tener conto delle loro legittime aspirazioni. Oltretutto, i cambiamenti radicali prodotti dal processo di modernizzazione e dalla globalizzazione hanno indotto molti musulmani a considerare l’Occidente ostile nei confronti delle tradizioni dell’Islam.

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Politica 2.0?… in Italia è ancora lontana

Traggo dall’autorevole sole 24 ore questo articolo che vi giro così come lo ho letto

Dei giovani tanto si dice e poco si sa. Per esempio che stanno tanto su internet e che sono “bravi” con le tecnologie. Ma è soprattutto il linguaggio a separare i “nativi digitali” dalla generazione che ha dovuto imparare cosa vuol dire uplodare una foto o chattare con un amico. Per la politica, i giornali e le aziende innovative è un tema d’attualità. Obama, per quanto riguarda la comunicazione politica, è considerato un caso scuola. Diversa la situazione in Italia, almeno stando alle conclusioni della terza edizione dell’Osservatorio internet sull’instant messaging realizzato da Nextplora e Microsoft Italia su un campione rappresentativo della popolazione internet italiana di età superiore ai 18 anni (1025 intervistati).

Dalla ricerca emerge che il 73% della popolazione della Rete usa almeno ogni tanto l’Instant Messaging. A novembre 2008 erano il 72%, quindi il risultato è stabile. Il segmento è dominato da Msn di Microsoft seguito da Skype, Yahoo messenger e gli altri. Cresce di più il social networking: il 74% del campione si è registrato almeno su un sito del genere nell’ultimo mese, quando a novembre 2008 era il 53%. Cresce anche l’abitudine a fare le due cose insieme. Quanto alla popolazione del social networking, è composta prevalentemente dai giovani tra i 16 e i 24 anni, seguiti da quelli tra i 25 e i 34.

Eccoli, i giovani. Cercano le informazioni politiche sui quotidiani online (77%), seguiti dai portali, come Virgilio, Yahoo, Msn e Libero (49%). Scendendo nella fascia tra i 18 e i 24 anni, però, il canale preferenziale diventa quello dei portali. «Si tratta di una generazione meno abituata alla lettura dei giornali e che quindi, quando va in rete, cerca le informazioni sui siti dove già si trova per altri motivi» spiega Andrea Giovenali, Presidente di Nextplora. Solo dopo vengono i blog, ma parecchio staccati (25%), e i forum (21%).

Il mezzo più utilizzato per le informazioni politiche è comunque la televisione (78%), seguita da internet (62%) e i giornali (52%). Solo che dal web ci si aspetta più trasparenza e interattività. Proprio il punto su cui i politici, secondo la ricerca, sono carenti. Gli utenti di Msn, a cui era dedicata una sezione dell’indagine, dicono che i politici “ripetono sempre le stesse cose” e che usano un linguaggio “diverso da quello dei giovani”. Linguaggio che vorrebbero soprattutto schietto e aperto al dialogo. La conversazione e la condivisione sono la chiave del successo di Facebook, Msn, Twitter e gli altri servizi che vanno sotto la generica definizione di Web 2.0. Solo il 32% del campione ritiene che la politica usi il web in maniera adeguata. L’era della politica 2.0 è ancora lontana.

Aspetto vostri riscontri !

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Comunicazione politica sul web efficacia e innovazione

web politica e social network

A tutti coloro che credono che la politica si faccia solo parlando direttamente con le persone e la rete è solo un plus che serve per farsi vedere trendy,  innovativi consiglio di leggere attentamente questo articolo che ho tratto dal dailybit, rivista di informazione sulle tecnologie infotelematiche, potrebbe essere molto utile per farvi cambiare idea proponendovi di fronte dei casi concreti.

Facebook e la nuova politica italiana

Il web vetrina si emancipa nei nuovi strumenti di condivisione, in cui la ‘sostanza e la relazione’ diventano protagonisti incontrastati. Facebook è la punta di diamante della presenza della politica in rete e, anche se i linguaggi lasciano spesso a desiderare, il fatto si può dire ormai consolidato. Ma il percorso per riconquistare la fiducia degli elettori quale driver di un cambiamento ormai irrinunciabile, è ancora lungo e contraddistinto talvolta da ambiguità. Il web 2.0 ha un effetto destabilizzante/innovativo in primis su chi lo usa, sovvertendo spesso filiere decisionali cristallizzate. Ma la realtà di una classe politica da sempre bollata come giurassica, sembra, in questo caso, dare sintomi di veloce convalescenza: quasi che il mondo aziendale, in questi giorni di crisi,  si trovi ad essere in una fase di frenata mentre la classe politica manifesta un forte desiderio di conoscenza e apprendimento riguardo le nuove piattaforme di condivisione. L’effetto Obama sta facendo la differenza. Ma come è il mondo User Generated Politics italiano? Chi resiste alla prova ‘trasparenza’ vivendola come opportunità?

User Generated Politics of Italy

Ma davvero i politici utilizzano Facebook e blog per dialogare con la gente? Cosa sta veramente accadendo?

L’impressione è che nuovi profili si affaccino sullo scenario politico e, in un’ottica di ricambio e rigenerazione, stiano mettendo in campo energie e idee sinora lasciate a sopire… Queste elezione del prossimo giugno sembrano essere un ottimo banco di prova per il web 2.0 italiano coniugato con la politica e i conti si faranno certamente finita la bagarre elettorale. Ecco tre esempi a loro modo significativi.

Tre modi di essere 2.0

Saturnino Di Ruscio, candidato Pdl alla presidenza della provincia di Fermo per le elezioni 2009, è certamente un politico navigato: dopo aver impostato una campagna elettorale dal sapore classico, ora, per la corsa finale, si sta concentrando su una comunicazione web multilevel. Grazie ad una accorta miscellanea tra i social network e la tradizionale affissione, sta raggiungendo tutte le fasce ponendo gli eventi come motore centrale della relazione con l’utente.

Sull’altro versante Matteo Renzi, attuale presidente della provincia di Firenze, è il candidato a sindaco del PD per le prossime elezioni. Ha vinto le primarie di febbraio puntando sulla comunicazione politica 2.0: facebook, flickr, skype, youtube, mobile marketing e web tv. Ha deciso di svecchiare la politica a suo modo, prendendone le distanze, ed ha intuito che il dialogo on line può far maturare velocemente la relazione tra cittadini e candidati in una nuova dimensione. Oltre ad essere stato citato dal settimanale Time come l’Obama della Sinistra italiana ama usare Facebook come strumento previligiato di comunicazione sostituendolo al classico comunicato stampa. Con i suoi 34 anni rappresenta certamente la punta più avanzata della ‘politica condivisa’ nel nostro paese.

Claudia Porchietto, candidata alla presidenza della provincia di Torino per il centrodestra, nella campagna elettorale in corso, sta coniugando la presenza sul territorio – incontri nei mercati e davanti alle fabbriche – con l’assidua presenza sulle piattaforme web 2.0. Ha iniziato in salita con una presentazione stampa gestita in contemporanea su una piattaforma Web Conference per poi portare comunque, con un atteggiamento spigliato e sul filo dell’irriverenza verso i rituali della politica tradizionale, un programma votato al ‘fare condiviso’ che, certamente, al di là della sua reale volontà, rappresenta un fatto nuovo nel nostro paese da sempre incline ad una ossequiosa anti-modernità. La sua rete on line: doppia presenza su Facebook, un ning personale, un blog e una costante strategia di relazione one to one digitale con la raccolta di numerosi feed back tanto da prevedere l’edizione di un e-book che raccoglierà le prime testimonianze 2.0 dell’Italia che cambia (speriamo)

Con mio piacere a Sciacca c’è chi lo ha capito, sono sicuro che chiunque  saprà sviluppare la sua comunicazione su più livelli  utilizzando simultaneamente il web e la comunicazione tradizionale, potrà ottenere successo e fiducia. Gli elettori hanno bisogno di confrontarsi!

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Immagine e articolo via dailybit