Interessanti come la maggior parte delle cose che pubblica Jeremiah queste slide sono semplici brevi ma dal mio punto di vista colgono nel segno.

Come usare i social media per ascoltare e comprendere i bisogni anche deboli dei cilenti e dei prospect :

Via: webstrategist/blog

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Da qualche tempo per questioni di lavoro e di interesse personale seguo le evoluzioni sulla visibilità dei brand su facebook e sempre più spesso ho cercato di riflettere  sul rapporto tra popolarità di facebook e facilità/difficoltà per i brand ad ottenere visibilità e ritorni sia a breve che a lungo termine dati dall’uso dello strumento.

Non ci vuole un genio per fare queste considerazioni ma tengo comunque a precisarle:

  • Più il mezzo cresce meno è facile essere visibili (e questo non solo per una ragione logica data dal fatto che aumentando gli account diminuiscono proporzionalmente le opportunità per i brand di essere visti da parte degli utenti) ma anche perché per esempio:
  • Più la struttura si sviluppa più l’interesse alla partecipazione a gruppi e fanpage diminuisce
    • le fan page e i gruppi non sono più una novità
    • l’utente medio e subissato da richieste di adesione a gruppi e fp e spesso non riesce a seguirle tutte ecc..
    • e, last but not least, perché essendo molti i gruppi o le fan page che sono nati non per interesse commerciale ma per “gioco” (inteso naturalmente senza alcuna accezione negativa solo per differenziare) questi “tolgono” spazio a tutti i gruppi e le pagine sviluppati da brand diversi per aprire discussioni con i clienti per attrarre nuovi prospect per mostrarsi attenti al marketing sul web ed innovatori ecc..ù

Techcrunch pubblica una ricerca che riguarda proprio questo argomento, sviluppata da Sysomos, e che  ha analizzato un numero importante di fan page su facebook per capire la differenza tra diversi tipi e per considerare la facilità con qui queste possono diventare degli strumenti “importanti” numericamente parlando.

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Da tempo, studiando come le strategie di marketing territoriale possono essere implementate e incredibilmente migliorate con un uso sapiente del web e della comunicazione digitale, faccio attenzione ai nuovi progetti delle istituzioni che decidono di aprirsi al  web, questo  ” luogo”  molto utile -naturalmente-  a migliorare anche la loro comunicazione con i cittadini.

Grandi nomi ed istituzioni hanno gia fatto progetti complessi di promozione sul web primo fra tutti il governo degli Usa, ma ache l’Esercito americano,

traggo dal blog di google alcuni di questi nomi:

dal  Vaticano, la Camera dei Deputati, la Famiglia Reale, le Regina Ranja di Giordania e i presidenti di numerosi paesi tra cui: Stati Uniti, Francia, Corea del Sud e Estonia.

Ma, come dimenticare che  sono  nate, e sono state sostenute campagne molto attive sulla democrazia di alcuni paesi e sui processi per renderla questa democrazia sempre più partecipata (l’uso di twitter per la promozione alla partecipazione attiva alle elezioni degli Usa, ma soprattutto per la organizzazione di manifestazioni in Iran e prima ancora in Turchia).

Oggi è il turno del governo Iracheno che ha deciso di sviluppare un suo canale su youtube con il quale apre alla conversazione con i cittatini elettori ma , anche e non si può che pensare consapevolmente, al dialogo con tutti i navigatori del modo.

Speriamo sia effettivamente un punto di partenza nella creazione di una canale di comunicazione aperto, bidirezionale dal quale cogliere aspetti positivi, volontà e -perché no-  anche idee per dare a questo paese l’opportunità di stabilizzarsi.

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Qualcuno finalmente, come osserva Maurizio Goetz nel suo friendeed, comincia a parlare di Interactive tv 2.0, social Tv potremmo dire noi.

Negli  Usa, intanto,  nascono esperimenti di mash up di percorsi turistici degli utenti e visto che ” il video”   ha ancora un impatto molto forte nella mente delle persone, ottimo lavoro.

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