Velocità di connessione VS tempo speso online

La velocità di connessione e quindi la banda disponibile per fare viaggiare i dati in rete è un fattore strategico da quando l’internet non è più solo testo.

Video, immagini ecc.. hanno bisogno di “spazio” per potere arrivare in tempo….

Questa una comparazione (dati Nielsen) che fa riflettere   a voi i commenti.

La domanda è: spende più tempo in rete chi perde più tempo per ottenere dati o al contrario spende più tempo in rete chi avendo una infrastruttura efficiente è soddisfatto e quindi può navigare acquistare, ascoltare musica vedere film ecc…

So how does connection speed impact how much time people spend online – do higher speeds mean greater efficiency, therefore, less time online or does the higher quality experience encourage greater activity? The answer – there’s no single pattern across all the countries measured; however, those on the slowest speeds tend to spend the least time online at home.  Only France and Germany negate the trend among the nine measured, and in six of the nine countries consumers using ‘fast’ (2Mb-8Mb) connections spend the most time online.

Switzerland shows the most linear pattern – the faster the speed the more time spent online – as people using a ‘super-fast’ connection (21 hours, 20 minutes) spend twice as much time online as people using a ‘slow’ connection (10 hours, 1 minute).  Italy is the only other country that follows this linear pattern, but the differences in time are much less noticeable.

La risposta l’avete letta

L’articolo completo lo potete trovare su nielsenwire

Social media for business

Le aziende e la comunicazione sui social media.

Gli step da seguire per un piano di social media marketing

una precisazione: dal mio punto sarebbe stato utile aggiungere anche un “tempo medio” necessario per ognuno degli step .

Per essere “rompi palle ” credo che lo step iniziale sarebbe dovuto essere quello del monitoraggio del brand name on line…. da questo si sarebbe potuta sviluppare -seguendo perfettamente i punti descritti- la strategia organizzativa interna alle aziende


Esplicativa infografica creata da b2bento.com tradotta in italiano da Webinfermento , qui l’ infografica in originale

Il futuro dei media e di Google

Nikesh Arora, Google’s Chief Business Officer, in maniera simpatica ma efficiente e molto utile risponde alle domande della platea del Danish Top Executives Summit.

Il  tema è molto molto scottante, il futuro dei media, dei new media e quindi necessariamente di Google, attore chiave nella rivoluzione avvenuta negli ultimi anni.

Rivoluzione che ci riserverà -negli anni a venire- ancora molte, molte sorprese.

PS: se hai un po di tempo e vuoi imparare qualcosa io ti consiglio di vedere questo video, non te ne pentirai!

Stay tuned

Smart Devices e opportunità per i marketers

Spunti interessanti in merito:

  • alla penetrazione dei nuovi devices nel mercato Usa e in quello mondiale
  • alla comparazione di diversi smartphone che nel recente passato hanno avuto “onde anomale” nelle vendite e nelle preferenze , degli utenti, naturalmente positive per alcuni negative per altri
  • alla continua crescita del sistema operativo iOS (quello di Apple) nel mercato dei Tablet e degli Smartphone
  • alla sostanziale crescita anche per Android che anno su anno ( 2011 su 2012) dicono le previsioni, crescerà a livello di percentuale più di Apple

e poi tanti altri spunti interessanti

via www.emarketer.com

Previsioni di crescita del mercato on line tra il 2011 e il 2015

Una delle più importanti società di ricerca (Forrester Research) che dedica molto del suo tempo/denaro al canale online, ha pubblicato uno studio sulle previsioni di crescita delle vendite dei prodotti al dettaglio nei prossimi quattro anni (che potete acquistare cliccando sui links che troverete alla fine del post ).

Le previsioni di crescita del mercato online nel segmento vendite al dettaglio, nei prossimi quattro anni dal 2011 al 2015.

Alcuni spunti personali e parte degli estratti (liberamente tradotti e “ampliati” da me stesso):

In Europa

In Europa le vendite online dei prodotti al dettaglio sono cresciute del 18% già tra il 2009 e il 2010, e ci si aspetta, (guardando le stime e i dati) una crescita del 13% nel 2011.

Nei prossimi cinque anni, gli acquirenti “i buyer” online in Europa cresceranno con un balzo da  157 a 205 milioni.

La crescita delle vendite  sarà naturalmente diversa tra i diversi stati dell’unione e questa differenza è da collegare alla differente crescita che abbiamo potuto osservare  tra mercati più maturi ( I mercati del Nord Europa) e gli altri un po’ meno maturi:

Il Regno Unito, per esempio, vedrà le vendite al dettaglio online , già nel 2012 “pesare” il 10% del totale delle  vendite al dettaglio

Anche se  le vendite nel mercato online hanno avuto una maggiore  penetrazione in paesi del Nord Europa e, quindi, in questi paesi si sono sviluppate prima strategie di vendita e promozione online, con profitti (e più in generale) giri d’affari e “considerazione all’interno delle aziende rispetto al canale” più importanti, l’online retail continua a crescere  in modo costante  anche nel sud dell’Europa.

I consumatori continuano ad avvicinarsi sempre più al canale online utilizzando questo canale in aggiunta ad altri canali in ottica multichannel e questo grazie alla sempre maggiore familiarità con la rete e l’internet, familiarità che rende molto più semplice la comparazione tra prodotti e servizi di diversi competitors ma anche tra differenti prodotti e servizi offerti da una società, con il vantaggio per il consumatore (e di converso anche per l’azienda) di poter individuare, sempre più facilmente, il “migliore prodotto” considerate le esigenze del singolo consumatore.

Naturalmente gli users diventano più abili nell’ individuare e poter scegliere i prodotti che desiderano acquistare, facendo questo direttamente on line e questo (come detto poco sopra), rafforza  le basi per la costruzione in Europa di  ”un ambiente sempre più multicanale” nel quale la competizione sta sul prodotto, sui competitors, ma anche sul canale di vendita del prodotto messo a mercato dai diversi competitors con maggiori o minori abilità da parte di questi ultimi (le aziende) nel cogliere la “particolarità della rete” e il miglior modo per sfruttare tutte le potenzialità offerte da questa in ottica di offerta di servizi il più possibile vicini alle esigenze del cliente.

Negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti le vendite online al dettaglio sono  cresciute del 12,6% nel 2010, raggiungendo la cifra di 176,2 miliardi dollari.

Con un 10% di tasso di crescita annuo previsto, l’ eCommerce  dovrebbe raggiungere, nel 2015,  i 278,9 miliardi dollari .

Sono diversi i fattori che continueranno a spingere la crescita a due cifre per il canale Internet, tra questi:

  • La crescita della connettività Internet  tra i consumatori (più banda, più device più servizi offerti)
  • La crescita della familiarità dei consumatori con la rete e l’eCommerce
  • La facilmente prevedibile preferenza per lo shopping online (e la conseguente cannibalizzazione dei tradizionali shopping store)

Specialmente per mercati come quello Usa dove non ci sono i limiti  all’utilizzo della carta di credito che ci sono stati (anche se diminuiscono nel tempo in mercati come quello italiano

  • Le Best-in-class shopping experiences anche e soprattutto grazie al modello di business (lato impresa) e di acquisto e “soddisfazione” (lato cliente) della Teoria della coda lunga
  • I nuovi modelli di shopping online, come le “vendite  lampo” , che pare, specialmente nel mercato USA, hanno generato e continuano a generare entusiasmo e,  inoltre, sembrano crescere rapidamente.

Naturalmente questi  sono solo spunti che attendono di essere discussi con coloro che vorranno farlo!!

Per ulteriori informazioni in merito all’acquisto agli studi sopra citati :

Forrester Research website

European Online retail forecast, 2010 to 2015. by Andrea Carini

Us online retail forecast, 2010 to 2015. By Sucharita Mulpuru